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VENEZUELA: UNA ECONOMIA DI GUERRA.

Di Maria Luz FdC

Solo in paese dove la guerra ha devastato le strutture economiche si registrano indici inflazionari cosí disastrosi. Venezuela solo l'anno scorso ha raggiunto un livello inflazionario del 27.1 % inferiore solamente a paesi come Irak e Turchia, nazioni nelle quali le economie sono sottoposte a fortissime crisi di guerra l'uno e pessima gestione economica l'altro.

Questi sono i dati che appaino rispetto all'anno 2003 mentre per l'anno in corso, anno che secondo i ministri della economia del governo rivoluzionario é di forte ripresa la inflazione vá gia nel mese di luglio per un 21.8% con previsoni di raggiungere un 26 % per fine d'anno.

Come spiegare al popolo venezuelano che il sogno o meglio l'incubo di Hugo Chavez ha digerito senza lasciare traccia la maggior entrata di denaro, oltre 220.000 milioni di dollari senza aver terminato neppure un progetto, una opera significativa? Come giustificare di fronte a un popolo che cinque anni ripose tutta la fiducia in un progetto nuovo e modernizzatore dello stato il gigantesco fiasco che ha costituito la rivoluzione bolivariana ?

Oggi, cinque anni dopo alle soglie di un referendum revocatorio il massimo lider del castro-bolivarianismo ha ancora il coraggio di presentarsi di fronte a gruppi di pseudo simpatizzanti che arrivano da tutti gli angoli del paese spinti come mandrie solamente per dare al suo ego e al resto del mondo la immagine di un vincitore quando in realtá il suo sogno si é spento soffocato da gigantesche dimostrazioni popolari represse solo con la violenza delle armi.

Sicuramente Hugo Chavez lascerá nella storia del Venezuela il ricordo dei centinaia di autobus pagati per muovere le masse quando la sua presenza e le sue promesse hanno oramai perduto ogni forza e credibilitá. Ricorderemo per molto tempo le ferite aperte ,i morti ,i feriti, i torturati e detenuti. Sicuramente molti anni dovranno passare per stendere un velo pietoso sul tragico comportamento delle forze dell'ordine utilizzate come bastone di castigo e della magistratura docile, obbediente a un regime che solo ha parole di elogio a chi dall'alto dei ponti di Caracas massacró il vero spirito della libertá.

La paga minima garantita dal regime rivoluzionario della quale tanto si vanta Hugo Chavez oggi non serve neanche per comprare il mangiare, la inflazione la ha sminuzzata, polverizzata e ai poveri che oggi rappresentano oltre la metá della popolazione non resta che seguire come burattini cantando e ripetendo "UHHH .....AHHHHHHHH Chavez no se vá" nella speranza di poter arraffare un boccone di pane, una bottiglia di rhum mentre il lider, il caudillo continua come in una cantilena le sue eterne e incompiute promesse.

Nei meeting previsti per la chiusura elettorale sicuramente saranno presenti numerosi invitati stranieri, tutti appartenenti alle correnti no global e tutti con la speranza di vedere un nuovo trionfo del duo Castro-Chavez. Tristemente nessuno di loro soffermerá il suo sguardo sulla gente, quella povera gente alla quale hanno rubato tutte le speranze e a chi la rivoluzione deve ben 220.000 milioni di dollari.



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